Sempre più condomini scelgono di sostituire il vecchio citofono con un moderno videocitofono, una soluzione che migliora la sicurezza dell’edificio, aumenta il comfort dei residenti e valorizza gli immobili. Tuttavia, quando si tratta di intervenire su un impianto comune, sorgono spesso alcuni dubbi: chi prende la decisione? È sufficiente la volontà di un singolo condomino? Come vengono ripartiti i costi?
La sostituzione del citofono con il videocitofono rientra tra gli interventi che interessano la gestione del condominio e deve essere affrontata nel rispetto delle regole previste dal Codice Civile e delle deliberazioni assembleari. Conoscere il funzionamento di questa procedura permette di evitare contestazioni e di gestire correttamente l’intervento.
Chi decide il passaggio dal citofono al videocitofono?
La decisione di sostituire il vecchio impianto citofonico con un videocitofono spetta esclusivamente all’assemblea condominiale.
L’intervento interessa infatti un impianto comune e deve essere approvato attraverso una specifica delibera assembleare. La giurisprudenza prevalente considera questo tipo di sostituzione un aggiornamento tecnologico destinato a migliorare la sicurezza e la funzionalità dell’edificio, senza modificarne la destinazione d’uso.
L’assemblea valuta la proposta, confronta i preventivi e decide se procedere con l’intervento, affidando poi all’amministrazione condominiale il compito di organizzare tutte le fasi dei lavori.
Quali maggioranze sono necessarie
Le maggioranze richieste dipendono dalla convocazione dell’assemblea.
In prima convocazione è necessario il voto favorevole della maggioranza dei partecipanti al condominio che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio.
In seconda convocazione, che rappresenta la situazione più frequente nella pratica, è sufficiente la maggioranza degli intervenuti che rappresentino almeno un terzo dei millesimi oppure le maggioranze previste dalla normativa in relazione alla tipologia dell’intervento.
Una volta approvata la delibera, tutti i condomini sono tenuti a rispettare il contenuto, anche coloro che hanno espresso voto contrario o si sono astenuti.
Come vengono ripartiti i costi?
La suddivisione delle spese varia in base alla tipologia dell’intervento.
Le opere che riguardano l’impianto comune, come la pulsantiera esterna, il cablaggio, le centrali elettroniche e le colonne montanti, vengono normalmente ripartite tra tutti i proprietari in base alle tabelle millesimali.
Diversa è la situazione dei dispositivi installati all’interno delle singole abitazioni.
Monitor, cornetta interna o eventuali accessori aggiuntivi richiesti dal proprietario dell’appartamento sono generalmente a carico del singolo condomino, salvo diverse decisioni deliberate dall’assemblea.
Questa distinzione consente di distribuire correttamente i costi tra le opere comuni e quelle strettamente private.
È possibile installare un videocitofono solo nel proprio appartamento?
Può accadere che un solo condomino desideri installare un videocitofono mentre l’impianto citofonico comune è ancora perfettamente funzionante.
In linea generale ciò è possibile, purché l’intervento:
- non modifichi le parti comuni;
- non alteri il decoro architettonico dell’edificio;
- non comprometta il funzionamento dell’impianto esistente;
- venga realizzato interamente a proprie spese.
Diverso è invece il caso della sostituzione dell’intero impianto condominiale, che richiede necessariamente la deliberazione dell’assemblea.
Il ruolo dell’amministratore nella gestione dell’intervento
L’amministratore di condominio svolge un ruolo fondamentale durante tutto il processo.
Tra i suoi compiti rientrano la raccolta dei preventivi, la convocazione dell’assemblea, il supporto ai condomini nella valutazione delle offerte e il coordinamento dei lavori una volta approvati.
Una buona amministrazione condominiale verifica inoltre che l’impresa installatrice sia qualificata, che l’impianto rispetti le normative vigenti e che tutta la documentazione venga correttamente archiviata.
Grazie a una gestione organizzata è possibile ridurre i tempi di esecuzione, contenere i costi e garantire un risultato conforme alle aspettative dei condomini.
FAQ
Chi decide il passaggio dal citofono al videocitofono?
La decisione spetta all’assemblea condominiale attraverso una regolare delibera.
Il videocitofono è considerato un’innovazione?
Nella maggior parte dei casi no. La giurisprudenza lo considera un intervento di manutenzione straordinaria finalizzato a migliorare un impianto già esistente.
Come sono ripartite le spese?
Le spese dell’impianto comune vengono normalmente suddivise secondo i millesimi di proprietà , mentre i dispositivi installati all’interno dei singoli appartamenti sono generalmente a carico del proprietario.
Se voto contro devo comunque pagare?
Sì. Se la delibera viene approvata con le maggioranze previste dalla legge, anche i condomini contrari sono tenuti a contribuire alle spese secondo i criteri stabiliti.
Posso installare un videocitofono solo nel mio appartamento?
Sì, purché l’intervento non modifichi le parti comuni, non comprometta l’impianto condominiale e venga realizzato a proprie spese.
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